Torino: obiettivo città sostenibile entro il 2030

Ecco quali sono i principali progetti per la trasformazione di alcuni quartieri del capoluogo sabaudo

L’amministrazione comunale di Torino ha in mente di realizzare una serie di cambiamenti in ottica di una sostenibilità ambientale necessaria per il bene dei suoi cittadini e, più in generale, per il bene del nostro pianeta. In particolare, in questo articolo, cercheremo di approfondire alcuni dei principali progetti urbanistici che vedranno la loro realizzazione nel capoluogo piemontese, i costi e i tempi per la loro realizzazione e di come alcuni quartieri si vedranno trasformati anche radicalmente.

È bene sottolineare come sia fondamentale osservare questo fenomeno come un intervento che viaggia parallelamente e a stretto contatto con una serie di altri interventi su aspetti, come acqua energia e raccolta differenziata, che devono essere migliorati per ottenere un risultato complessivamente significativo. 

Per poter comprendere i motivi che hanno spinto l’amministrazione locale a voler intervenire in maniera così massiccia sulla città di Torino, è bene presentare un breve quadro generale su quelli che sono solo alcuni degli aspetti sui quali si dovrà compiere il maggiore sforzo per il miglioramento della situazione attuale. 

Clima

È fondamentale che la qualità dell’aria nelle città rispetti i limiti normativi in ottica di un risanamento ambientale cittadino.  Nello specifico, tali limiti sono stati ben definiti dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) per tutelare la salute delle persone. A rafforzare ulteriormente tale discorso si aggiunge la Direttiva europea emessa in autunno 2022, nella quale vengono indicati gli obiettivi che le singole città devono impegnarsi a rispettare entro il 2030. 
Nel 2022 è stato poi fornito un report di Legambiente all’interno del quale sono stati elencati i limiti Ue-OMS entro i quali le città italiane avrebbero dovuto stare: Torino si piazza al primo posto con 98 giorni di sforamento dei limiti da polveri sottili di Pm10.

Suolo

Anche il consumo del suolo è un aspetto importante e, come nel caso della qualità dell’aria, anche in questo caso Torino resta la città con il più elevato consumo di suolo anche se, rispetto agli anni precedenti la sua crescita in questo campo è andata diminuendo.

Verde

Gli spazi verdi assumono un ruolo centrale per la vivibilità della città. Una città, tanto più è sostenibile tanto più riesce a far coesistere in modo armonico costruzioni e natura. Sarebbe opportuno intervenire anche con la costruzione di nuove infrastrutture verdi. I nuovi spazi green, poi, rappresentano sicuramente anche un nuovo indicatore dal punto di vista sociale ed economico, oltre che ambientale.

Come abbiamo visto prima, Torino è sicuramente tra le prime città, se non proprio la prima, a dover affrontare i cambiamenti climatici causati principalmente dalle emissioni di gas serra associate alle attività dell’uomo. All’interno del Piano di Resilienza Climatica, il Comune di Torino ha compiuto uno studio per stimare a quanto dovrebbe ammontare il valore economico da investire ogni anno per la riforestazione urbana nell’ottica di rendere la città più vivibile e più green. Ebbene tale cifra si attesta all’incirca su una somma pari a 240 milioni di euro annui.

I fondi del Pnrr sono di essenziale importanza per la trasformazione della città. Attualmente sono previsti 500 milioni di euro e, ad inizio gennaio 2023, il rettore del Politecnico di Torino Guido Saracco, ha annunciato che l’obiettivo sarà quello di contribuire al rilancio della città di Torino in ottica ambientale, urbana e culturale.

Il Politecnico vuole cavalcare l’onda positiva che la città di Torino sta vivendo in questi anni nei quali si è registrato un aumento sostanzioso della popolazione studentesca rispetto alle altre università italiane. In quest’ottica non verranno quindi solamente ristrutturati palazzi in cattive condizioni, ma verranno portati avanti progetti di edificazione di nuovi spazi dedicati alla didattica e alla ricerca.

 

Parco della salute 

Sono stati destinati oltre 400 milioni di euro per dar vita a una nuova struttura sanitaria che sia all’avanguardia a livello internazionale. Il complesso potrà sorgere all’interno dell’area ex Avio-Oval che necessita di un intervento di riqualifica importante e sarà composto da quattro poli medici interconnessi tra loro. Tali poli saranno destinati a:

  • Sostituire gli ospedali che in questo momento compongono la Città della Salute e della Scienza;
  • Ospitare laboratori di ricerca clinica (fondamentali per crescere e migliorare la qualità della ricerca medico-sanitaria);
  • Offrire una sede all’avanguardia destinata alle attività universitarie, come per i corsi di laurea in medicina.

 

Il progetto prevede l’accorpamento di attività e strutture attualmente presenti nei presidi dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute di Torino:

  • Ospedale Molinette
  • Ospedale Ostetrico Ginecologico Sant’Anna
  • Ospedale Infantile Regina Margherita
  • Centro Traumatologico Ortopedico e di Malattie Sociali e del Lavoro (CTO)

 

Città dell’Aerospazio e MTCC

Questo ambizioso progetto prevede per la sua realizzazione un investimento pari a 1,1 miliardo di euro, ma viene previsto, dopo la sua costruzione, un flusso economico in entrata pari a oltre 3 miliardi di euro sul territorio. Consentirà, inoltre, di riconnettere un quadrante urbano storicamente a carattere industriale come quello di Corso Marche e Corso Francia con il territorio limitrofo donando una rigenerazione urbana sostanziosa e soprattutto sostenibile. Il progetto prevede alcuni obiettivi peculiari, tra cui:

 

  • Valorizzazione delle caratteristiche della PMI e delle startup;
  • Nascita di una filiera incentrata principalmente su quelli che sono i filoni tecnologici strategici per il settore aerospaziale del futuro;
  • Crescita della competitività nazionale e internazionale della filiera locale e attrazione delle eccellenze nazionali e internazionali (quindi una massiccia attività di reshoring);
  • Creazione di un indotto tecnologico ad alta reattività in grado di rispondere rapidamente alle sfide tecnologiche del settore e alla loro repentina evoluzione, ma anche di trasformarsi o produrre sinergie e spin off in altri settori.

 

Digital Revolution House

Questo nuovo edificio del Politecnico di Torino sorgerà all’interno dell’aera PR.IN Ex-Westinghouse e verrà strutturato nel seguente modo:

  • Piano terra dedicato a spazi di condivisione e di meeting per la didattica;
  • Piani superiori dedicati ad attività di ricerca sia interna all’università che da parte di industrie terze per creare una maggiore sintonia anche con l’ambiente esterno. Saranno inoltre presenti diversi laboratori di ricerca.

 

Si tratterà di una struttura essenziale per raccogliere al proprio interno discipline moto differenti tra di loro, ci saranno spazi per lavorare su progetti comuni, in collaborazione, come detto, con aziende esterne con l’obiettivo di far cooperare figure differenti creando partnership sempre più articolate ed interessanti.

Learning Center

La nuova cittadella dell’Università di Torino non è ancora completa. Esistono infatti ancora alcune aree che prevedono nuovi lavori che dovrebbero cominciare nel 2023 per concludersi entro il 2029. In particolare, la facciata di Via Boggio, le aree dedicate a funzioni culturali, verdi e sportive che vedranno un investimento di circa 10 milioni di euro per la struttura e 2,5 milioni per l’offerta formativa. Il Centro sorgerà nella parte della cittadella che affaccia su via Boggio e avrà un’area complessiva di circa 3500 mq.

Infine, è importante parlare di un progetto interessante che riguarda il tentativo di raggiungere le tanto agogniate emissioni zero. Stiamo parlando del progetto Conexus, finanziato dal programma europeo Horizon 2020 e che ha una durata di 4 anni. Ciò significa che Torino ha a disposizione ancora due anni per completare alcuni interventi. Nello specifico si tratta di un progetto interessante ed importante dedicato a poche città europee, solo 7, tra cui appunto Torino. Proprio nel capoluogo piemontese è stata definita una nuova comunità che darà supporto al progetto chiamata Valdocco Life Lab. L’obiettivo centrale è quello di cercare nuove soluzioni volte a contrastare la presenza di isole di calore (un fenomeno che vede l’aumento della temperatura spostandosi dalle aree rurali al centro cittadino). Se si riuscisse ad omologare questi interventi, potrebbero poi moltiplicarsi all’interno della città rendendola più vivibile.

Questo progetto ambizioso ma essenziale per la vivibilità della città ha come punti di riferimento alcuni dei principi fondanti del Piano di Resilienza Climatica con un unico fine: incrementare la presenza del verde cittadino e di ambienti in grado di contrastare, o perlomeno, diminuire gli effetti del cambiamento climatico.

Gli interventi di maggior interesse riguardano principalmente l’aumento delle aree verdi in ogni luogo in cui si ha spazio a disposizione. In particolare, si fa riferimento a:

  • grandi incroci di grandi corsi in cui le banchine dovranno essere ampliate per favorire l’installazione di aree verdi;
  • ampliamento dei marciapiedi di fronte alle scuole per realizzare al contempo spazi verdi, sicuri e di accoglienza;
  • creazione di infrastrutture verdi per ombreggiare e rinfrescare;
  • installazione di arredi urbani verdi per favorire opportunità di sostare e socializzare;
  • utilizzare materiali in grado di riflettere la radiazione solare riducendo così l’effetto “isola di calore”;
  • installazione di fermate del trasporto pubblico a prova di clima con copertura verde.

 

Un accenno anche alla mobilità cittadina

La città di Torino è risultata al primo posto nella classifica delle città che hanno aderito al bando MaaS 4 Italy. Questo fornirà 10,3 milioni di euro da destinare a specifici interventi al fine di migliorare la mobilità del futuro.
Il MaaS è un nuovo concetto di mobilità che consiste nel far coesistere più servizi mobili di trasporto per il privato in grado di pianificare il tipo di viaggio e cogliere il mezzo (taxi, car sharing, treno, scooter) attraverso un unico canale digitale. Sostanzialmente il MaaS (Mobility as a Service) consente di vedere la mobilità come un servizio e non più unicamente come un concetto legato al trasporto con il proprio mezzo personale. 
Sarà inoltre la famosa linea 2 della metropolitana a garantire un minore traffico su strada consentendo a lavoratori e, più in generale, ai cittadini di spostarsi con maggiore libertà per la città. Questa avrà una struttura a “Y” e collegherà 32 stazioni attraverso un percorso complessivo di 27 km suddiviso su tre tratte principali. Quella centrale da 16 km che prevede 23 stazioni (partendo da Rebaudengo per finire a Anselmetti); un prolungamento a sud che connette Ansamenti ad Orbassano con 5 stazioni per un totale di 6 km; un prolungamento nord di pari lunghezza ma con 4 fermate che permette di raggiungere zona Pescarito/San Mauro.
È superfluo sottolineare come la realizzazione della seconda linea di metro in grado di collegare le zone citate porterà ad un’importante riduzione del traffico stradale con conseguente miglioramento della qualità dell’aria e calo dell’inquinamento acustico.

In conclusione, la città di Torino si sta preparando e sta cominciando a muovere i primi passi per una trasformazione che la dovrebbe portarla ad essere una città più green, più attenta all’ambiente e meglio collegata. Gli investimenti sono sostanziosi e, pertanto, sarà obbligatorio cercare di sfruttare al massimo e nel miglior modo possibile i fondi ottenuti con il PNRR.

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